Le cozze sono tutt’altro che brutte, contrariamente a quanto l’uso colloquiale del termine potrebbe far pensare. Questi mitili, però, nel linguaggio comune non vengono associati solo a un aspetto non particolarmente grazioso, ma anche all’essere eccessivamente «appiccicosi». Questo perché le cozze secernono un fascio di filamenti, il bisso, che permette loro di restare «incollate» ai fondali bassi (e non essere trascinate via verso il mare aperto durante l’alternarsi delle maree) e ai bouchot, i pali di legno utilizzati per l’allevamento. Al momento dell’acquisto è importante assicurarsi che siano fresche: possono considerarsi tali se profumano di mare, mentre se emanano un odore di ammoniaca non sono più commestibili. Per quanto riguarda l’uso in cucina, sono simili alle vongole e solitamente vengono utilizzate per preparare deliziosi sughi, sfumandole ad esempio con del vino bianco. Le moules frites belghe vengono servite in un sughetto a base di verdure e accompagnate da patatine fritte.
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