Gli udon sono spaghetti spessi tipici della cucina giapponese. La leggenda vuole che li abbia portati dalla Cina il monaco buddhista Kūkai. È storicamente accertato che dal IX secolo vengono prodotti nella fertile regione intorno a Osaka. Come la pasta, gli udon sono fatti con grano, acqua e sale, ma hanno una consistenza e una struttura molto diverse. Al palato risultano lisci, quasi viscidi, ma non molli. Il segreto sta nel fatto che, tra le altre cose, per prepararli si utilizza acqua calda, preferibilmente di mare. In questo modo impastando si forma molto glutine, che a sua volta si lega agli ioni di sale disciolto cambiando la struttura. Gli udon si trovano in varie forme e spessori, sia essiccati sia precotti e sottovuoto. Di norma vanno cotti in acqua bollente non salata, scolati e passati sotto l’acqua fredda, per poi procedere con la preparazione. I giapponesi li mangiano caldi in inverno, per esempio nelle zuppe, e freddi in estate, da immergere in una salsa saporita. Gli udon, però, sono ottimi anche saltati in padella, per esempio nella ricetta degli yaki udon con tofu e verdure.
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