Cervelas sul fuoco

Come trasformare il cervelas in una piccola opera d’arte

Un cervelas è un cervelas… A meno di non inciderlo ad arte prima di grigliarlo. Così facendo ogni salsiccia diventa un piccolo capolavoro.

Ed ecco riaffiorare i ricordi delle gite scolastiche, quando tiravamo fuori le salsicce dalla confezione, le maltrattavamo con il coltellino, le infilzavamo allo spiedo e via sul fuoco! Un gioco da ragazzi. Eppure ci sono alcuni fatti e suggerimenti interessanti su come «arrostire i cervelat a regola d'arte».

Ragioni e regole… incisive

Innanzitutto, la domanda più importante: perché mai, prima di metterli sul fuoco, sui cervelas andrebbero praticate piccole incisioni? Per personalizzarli, naturalmente. Grazie ai motivi differenti, ognuno riconoscerà il suo!

E prima di mangiare, se si sta annoiando davanti al fuoco, la famiglia potrà eleggere il re degli incisori di salsicce. Ed ecco qualche regola:

  • le incisioni dovrebbero essere profonde 5 mm, né più né meno. In questo modo le cicatrici risultano migliori.

  • vanno incise solo le salsicce scure, quelle bianche invece no, perché la pelle di queste ultime è così sottile che, grigliandole, si apre da sé.

  • Molto calore non giova ai cervelas, proprio come il girarli spesso e l’uso di un forchettone da barbecue (o di un bastoncino con cui punzecchiare i malcapitati), in quanto ciò fa perdere loro il sugo.

5 fantasie per le incisioni

1 Su entrambi i lati del cervelas, praticate 3 incisioni di circa 2 cm alle estremità, nel senso della lunghezza. A metà, fate 4 taglietti trasversali di 2 cm.

2 Praticate nel cervelas un’incisione a forma di spirale, profonda circa 5 mm e con una distanza di circa 1,5 cm tra una spira e l’altra.

3 Su entrambi i lati del cervelas, praticate 8 incisioni a forma di freccia con 5 mm di profondità.

4 Su entrambi i lati del cervelas, praticate incisioni a forma di quadretti di circa 5 mm, con 5 mm di profondità.

5 Su entrambi i lati del cervelas, fate 3 incisioni a forma di croce.

Ricette per cervelas alla griglia

Testo Roberto Zimmermann

Aggiornato il 22.06.2026